Il Samsung Galaxy S4 sarà annunciato ufficialmente il 14 marzo in un evento a New York.
Questa almeno la voce che circola oggi in rete anche se nessuna sembra citare una fonte specifica e autorevole.
Diciamo che il principale veicolo di allarme è stato un Tweet di Eldar Murtazin di Mobile-Review che è stato poi ripreso da vari siti di tecnologia.
L'attesa per il nuovo telefono di punta di Samsung è tale in tutto il mondo che voci di questo genere servono soprattutto all'azienda coreana per preparare il terreno. Insomma marketing e pubblicità virale di grande effetto.
Del nuovo super-telefono Android di Samsung abbiamo anche noi già parlato più volte e le voci in circolazione non fanno che confermare quel poco che già si sa: Android 4.2.2, lo schermo HD da 4,99", 2 GB di RAM, una fotocamera da 13 megapixel, il processore Exynos 5 8-core.
Come sottolinea oggi The Verge nel rilanciare il Tweet di Murtazin, le attese - frenesie di novità e abili manovre di marketing a parte - puntano quasi tutto sui previsti grandi passi in avanti in fatto di funzionalità, tanto che quasi tutti sostengono che il balzo in avanti del S4 rispetto all'S3, sarà assai più cospicuo che quello avvenuto nel passaggio dall'S2 al successore.
mercoledì 27 febbraio 2013
mercoledì 20 febbraio 2013
Apple contro Samsung, multa confermata!!
Nessun aumento per la maxi-multa imposta ai vertici di Samsung nell'estenuante scontro legale con Apple, dal momento che lo stesso produttore coreano non avrebbe agito volontariamente nella violazione dei brevetti detenuti dall'azienda di Cupertino. In un documento di circa 30 pagine, il giudice californiano Lucy Koh ha negato alla Mela la possibilità di ottenere un risarcimento triplicato dalla sanzione di 1,05 miliardi di dollari comminata alla fine dello scorso agosto.
Nel parere della corte, Apple avrebbe dovuto provare in maniera chiara e convincente la cattiva fede di Samsung, ovvero dimostrare le sue attività consapevoli di violazione della proprietà intellettuale. In mancanza di "alte e oggettive probabilità" di sfruttamento indebito delle tecnologie invocate dalla Mela, il giudice Koh ha accolto la tesi difensiva del produttore asiatico, già dichiaratosi "non a conoscenza della validità dei brevetti di Apple". Dunque comportatosi senza la specifica volontà di commettere l'illecito.
Lasciata intatta, la sanzione pecuniaria in favore di Cupertino servirà a riparare "le perdite derivanti da tutte le violazioni riscontrate dalla corte", che ha inoltre negato alle parti la possibilità di avviare un nuovo processo. Presentando le carte relative alla decisione dell'ufficio statunitense dei brevetti e dei marchi registrati (USPTO) - che aveva respinto le richieste di Apple per il controllo della tecnologia pinch to zoom - i legali di Samsung chiedevano a gran voce la revisione del verdetto.
Il giudice Koh ha invece confermato la colpevolezza - pur "inconsapevole" - delle azioni del produtorre coreano, che dovrà pagare la sua multa da oltre un miliardo di dollari. Nelle altre decisioni della corte di San José, Cupertino non potrà impugnare la sua mozione contro il parere espresso dalla giuria sul design dei tablet iPad e iPad 2, già escluso dall'arsenale brevettuale contro l'azienda di Seoul.
Nel parere della corte, Apple avrebbe dovuto provare in maniera chiara e convincente la cattiva fede di Samsung, ovvero dimostrare le sue attività consapevoli di violazione della proprietà intellettuale. In mancanza di "alte e oggettive probabilità" di sfruttamento indebito delle tecnologie invocate dalla Mela, il giudice Koh ha accolto la tesi difensiva del produttore asiatico, già dichiaratosi "non a conoscenza della validità dei brevetti di Apple". Dunque comportatosi senza la specifica volontà di commettere l'illecito.
Lasciata intatta, la sanzione pecuniaria in favore di Cupertino servirà a riparare "le perdite derivanti da tutte le violazioni riscontrate dalla corte", che ha inoltre negato alle parti la possibilità di avviare un nuovo processo. Presentando le carte relative alla decisione dell'ufficio statunitense dei brevetti e dei marchi registrati (USPTO) - che aveva respinto le richieste di Apple per il controllo della tecnologia pinch to zoom - i legali di Samsung chiedevano a gran voce la revisione del verdetto.
Il giudice Koh ha invece confermato la colpevolezza - pur "inconsapevole" - delle azioni del produtorre coreano, che dovrà pagare la sua multa da oltre un miliardo di dollari. Nelle altre decisioni della corte di San José, Cupertino non potrà impugnare la sua mozione contro il parere espresso dalla giuria sul design dei tablet iPad e iPad 2, già escluso dall'arsenale brevettuale contro l'azienda di Seoul.
sabato 16 febbraio 2013
Super WiFi, non è oro tutto quello che luccica!
Uno spettro si aggira per la rete telematica mondiale, una mezza "bufala" che vorrebbe la Federal Communications Commission (FCC) statunitense impegnata a promuovere l'installazione di reti "super WiFi" gratuite in tutte le città. Ma è tutto falso, o quasi: le reti super WiFi ci saranno ma avranno un costo. Per tutti.
La bufala è originata da un articolo pubblicato online dal Washington Post, un pezzo pieno di semplificazioni che si apre con la presunta creazione di "network super WiFi in giro per la nazione, così potenti ed estesi che i consumatori li potranno usare per fare chiamate o navigare su Internet senza pagare una bolletta telefonica ogni mese".
La verità, come spesso accade, risiede altrove: il super WiFi a cui si riferisce il Washington Post è quello che dovrà nascere dalla regolamentazione dell'uso dei cosiddetti white space, porzioni di spettro elettromagnetico assegnato alle trasmissioni televisive al momento inutilizzate.
La FCC ha da tempo stabilito che i white space dovranno essere assegnati alle comunicazioni telematiche, ma nulla di quanto emerso pubblicamente parla di reti "gratuite" per tutti: in realtà, diversamente da quanto sostiene il reporter del quotidiano statunitense, al momento l'agenzia governativa è impegnata a stabilire il modo migliore per liberalizzare le porzioni di spettro inutilizzate, e in tal senso carrier mobile e aziende con una forte presenza online stanno fornendo alla FCC ciascuno la propria visione di come andrebbe gestita la deregolamentazione dei white space.
La bufala è originata da un articolo pubblicato online dal Washington Post, un pezzo pieno di semplificazioni che si apre con la presunta creazione di "network super WiFi in giro per la nazione, così potenti ed estesi che i consumatori li potranno usare per fare chiamate o navigare su Internet senza pagare una bolletta telefonica ogni mese".
La verità, come spesso accade, risiede altrove: il super WiFi a cui si riferisce il Washington Post è quello che dovrà nascere dalla regolamentazione dell'uso dei cosiddetti white space, porzioni di spettro elettromagnetico assegnato alle trasmissioni televisive al momento inutilizzate.
La FCC ha da tempo stabilito che i white space dovranno essere assegnati alle comunicazioni telematiche, ma nulla di quanto emerso pubblicamente parla di reti "gratuite" per tutti: in realtà, diversamente da quanto sostiene il reporter del quotidiano statunitense, al momento l'agenzia governativa è impegnata a stabilire il modo migliore per liberalizzare le porzioni di spettro inutilizzate, e in tal senso carrier mobile e aziende con una forte presenza online stanno fornendo alla FCC ciascuno la propria visione di come andrebbe gestita la deregolamentazione dei white space.
giovedì 14 febbraio 2013
A San Valentino regala una custodia iNature 100% biodegradabile per iPhone 5
Con il motto "A San Valentino regala a chi ami un pianete migliore", il marchio di custodie Made in Italy, iNature presenta due nuovi colori della propria gamma di custodia per iPhone, le prime al mondo ad essere realizzate al 100% con materiale biodegradabile. Ricordiamo che le cover iNature sono state premiate in occasione della presentazione al CES 2012 con un Innovations Award, riconoscimento assegnato per sottolinearne la valenza innovativa nell'ambito delle cover per smartphone e in generale nel settore dell'elettronica di consumo.
Con l'avvento di iPhone 5 iNature ha completamente re-ingegnerizzato le proprie cover, rendendole ancora più curate nell'attenzione ai particolari e ancora più resistenti all'usura. Le cover iNature si presentano come delle normalissime cover morbide con colori accattivanti, in grado di offrire una ottima presa sullo smartphone. Sono prive di bordi che cedono con l'usura inoltre offrono un ottimo feeling al tatto e una protezione totale dell'ultimo smartphone della Mela.
Dietro l'aspetto di una cover tradizionale i modelli iNature celano anni di lavoro per riuscire a domare uno dei bio-polimeri tra i più instabili in circolazione, ma anche l'unico in grado di essere lavorato sia nella sua forma rigida che in quella morbida. Una cover che può vantare tutte le certificazioni rilasciate dalla comunità europea per attestarne la biodegradabilità e che può essere quindi smaltita come un qualsiasi rifiuto di tipo organico. Nell'uso quotidiano, al sole, all'aria o anche sotto la pioggia le cover iNature possono durare per anni ma, un volta inserite in un ambiente di compostaggio controllato, quello in cui finiscono i nostri rifiuti organici, vengono bio-degradate in meno di 6 mesi.
Alla gamma di cover iNature presentata in occasione del lancio di iPhone 5, si aggiungono ora due nuovi modelli in edizione limitata realizzati con l'alberello verde iNature (il simbolo del marchio) in rilievo. Un dettaglio che le rende più individuabili e distinguibili una volta in circolazione, per testimoniare l'interesse dell'utente verso prodotti eco-compatibili in grado di non arrecare danni all'ambiente.
Voi lo regalerete alle vostre girls o mogli?
Con l'avvento di iPhone 5 iNature ha completamente re-ingegnerizzato le proprie cover, rendendole ancora più curate nell'attenzione ai particolari e ancora più resistenti all'usura. Le cover iNature si presentano come delle normalissime cover morbide con colori accattivanti, in grado di offrire una ottima presa sullo smartphone. Sono prive di bordi che cedono con l'usura inoltre offrono un ottimo feeling al tatto e una protezione totale dell'ultimo smartphone della Mela.
Dietro l'aspetto di una cover tradizionale i modelli iNature celano anni di lavoro per riuscire a domare uno dei bio-polimeri tra i più instabili in circolazione, ma anche l'unico in grado di essere lavorato sia nella sua forma rigida che in quella morbida. Una cover che può vantare tutte le certificazioni rilasciate dalla comunità europea per attestarne la biodegradabilità e che può essere quindi smaltita come un qualsiasi rifiuto di tipo organico. Nell'uso quotidiano, al sole, all'aria o anche sotto la pioggia le cover iNature possono durare per anni ma, un volta inserite in un ambiente di compostaggio controllato, quello in cui finiscono i nostri rifiuti organici, vengono bio-degradate in meno di 6 mesi.
Alla gamma di cover iNature presentata in occasione del lancio di iPhone 5, si aggiungono ora due nuovi modelli in edizione limitata realizzati con l'alberello verde iNature (il simbolo del marchio) in rilievo. Un dettaglio che le rende più individuabili e distinguibili una volta in circolazione, per testimoniare l'interesse dell'utente verso prodotti eco-compatibili in grado di non arrecare danni all'ambiente.
Voi lo regalerete alle vostre girls o mogli?
mercoledì 13 febbraio 2013
Mozilla e Google si videochiamano con WebRTC
Per promuovere le capacità multimediali di WebRTC, Mozilla e Google si sono "videochiamate" servendosi delle versioni più recenti dei rispettivi browser web (Firefox e Chrome). Protagonisti del lieto evento con tanto di video dimostrativo sono stati Todd Simpson (Chief Innovation Officer di Mozilla) e Hugh Finnan (Director of Product Management per Google).
Sia Firefox che Chrome sono ora capaci di supportare WebRTC, un insieme di API in via di standardizzazione presso il World Wide Web Consortium per l'accesso alle funzionalità multimediali del computer senza la necessità di usare plugin esterni come l'onnipresente Flash.
La chiamata dimostrativa è frutto di RTCPeerConnection, una funzionalità di WebRTC che garantisce l'interoperabilità tra i browser permettendo di fare una vera e propria video-chat "plug-free" dietro l'autorizzazione data al software per accedere alle periferiche multimediali (webcam, microfono) del sistema.
Più che a dimostrare capacità multimediali che (nella migliore delle ipotesi) diverranno di uso comune nel giro di qualche anno, però, la video-chat fra Mozilla e Google serve soprattutto a lanciare un messaggio a Microsoft: con un 58 per cento di share del mercato dei browser gestito in due, la casa del Panda Rosso e Mountain View sono seriamente intenzionate a non sottostare ai diktat di Redmond sull'evoluzione futura delle tecnologie di Rete.
Sia Firefox che Chrome sono ora capaci di supportare WebRTC, un insieme di API in via di standardizzazione presso il World Wide Web Consortium per l'accesso alle funzionalità multimediali del computer senza la necessità di usare plugin esterni come l'onnipresente Flash.
La chiamata dimostrativa è frutto di RTCPeerConnection, una funzionalità di WebRTC che garantisce l'interoperabilità tra i browser permettendo di fare una vera e propria video-chat "plug-free" dietro l'autorizzazione data al software per accedere alle periferiche multimediali (webcam, microfono) del sistema.
Più che a dimostrare capacità multimediali che (nella migliore delle ipotesi) diverranno di uso comune nel giro di qualche anno, però, la video-chat fra Mozilla e Google serve soprattutto a lanciare un messaggio a Microsoft: con un 58 per cento di share del mercato dei browser gestito in due, la casa del Panda Rosso e Mountain View sono seriamente intenzionate a non sottostare ai diktat di Redmond sull'evoluzione futura delle tecnologie di Rete.
martedì 12 febbraio 2013
Twitter paga milioni per la social TV
Con un presunto investimento da quasi 100 milioni di dollari, i vertici di Twitter hanno messo le mani su Bluefin Labs, società specializzata nell'analisi dei commenti social sui vari prodotti televisivi o commerciali. Alla ricerca di nuove opportunità di business, la piattaforma di microblogging ha annunciato la sua acquisizione più onerosa per entrare nel redditizio mercato della pubblicità sul piccolo schermo.
Per il tecnofringuello un ulteriore passo in avanti nell'arena della social TV, dove i grandi network sfruttano i cosiddetti trending topic per analizzare abitudini e comportamenti delle nutrite platee online. Broadcaster del calibro di CBS hanno pagato gli analisti social di Bluefin Labs per tutte le informazioni raccolte dai flussi cinguettati durante la diretta televisiva dell'ultimo Super Bowl.
La nuova acquisizione annunciata da Twitter segue la precedente partnership con Nielsen, per l'introduzione di uno strumento di valutazione della popolarità televisiva, un meccanismo inedito di analisi delle audience attraverso i commenti cinguettati in 140 caratteri. Il social network californiano avrà così a disposizione un enorme bacino di dati per la vendita di informazioni alle agenzie pubblicitarie e ai principali network
Per il tecnofringuello un ulteriore passo in avanti nell'arena della social TV, dove i grandi network sfruttano i cosiddetti trending topic per analizzare abitudini e comportamenti delle nutrite platee online. Broadcaster del calibro di CBS hanno pagato gli analisti social di Bluefin Labs per tutte le informazioni raccolte dai flussi cinguettati durante la diretta televisiva dell'ultimo Super Bowl.
La nuova acquisizione annunciata da Twitter segue la precedente partnership con Nielsen, per l'introduzione di uno strumento di valutazione della popolarità televisiva, un meccanismo inedito di analisi delle audience attraverso i commenti cinguettati in 140 caratteri. Il social network californiano avrà così a disposizione un enorme bacino di dati per la vendita di informazioni alle agenzie pubblicitarie e ai principali network
domenica 10 febbraio 2013
In Brasile iPhone non è Apple
Sul mercato brasiliano, Apple sarebbe vicina a perdere i diritti di sfruttamento del termine iPhone: verrà deciso in via ufficiale dall'ufficio locale dei brevetti e dei marchi registrati. Le indiscrezioni, raccolte dall'agenzia di stampa Reuters, assegnano al produttore verdeoro Gradiente Eletronica un round decisivo nella battaglia legale sul trademark legato al celebre Melafonino.
In particolare, Gradiente Eletronica aveva registrato il suo marchio IPHONE nel lontano 2000, ben sette anni prima dell'introduzione del dispositivo di Apple nel mercato globale. Alla fine dello scorso dicembre, il produttore brasiliano annunciava il lancio del modello IPHONE Neo One, un telefono di fascia medio-bassa con la versione 2.3 di Android (Gingerbread) al prezzo di circa 600 real (222 euro).
Più che un rivale del Melafonino - in Brasile, il modello iPhone 4S viene venduto al prezzo di quasi 2mila real (743 euro) - il piccolo smartphone di Gradiente Eletronica fungeva da scudo per la difesa del trademark registrato dal produttore sudamericano. La stessa società brasiliana aveva aperto lo scontro legale, sottolineando come i due brand non potessero affatto coesistere sul mercato locale.
Stando alle indiscrezioni riportate da Reuters, Apple dovrebbe ricorrere in appello contro la decisione dell'ufficio brasiliano attesa per il prossimo 13 febbraio. Cupertino potrebbe comunque decidere di presentare un'offerta a Gradiente Eletronica per l'acquisto dei diritti esclusivi sul marchio iPhone.
In particolare, Gradiente Eletronica aveva registrato il suo marchio IPHONE nel lontano 2000, ben sette anni prima dell'introduzione del dispositivo di Apple nel mercato globale. Alla fine dello scorso dicembre, il produttore brasiliano annunciava il lancio del modello IPHONE Neo One, un telefono di fascia medio-bassa con la versione 2.3 di Android (Gingerbread) al prezzo di circa 600 real (222 euro).
Più che un rivale del Melafonino - in Brasile, il modello iPhone 4S viene venduto al prezzo di quasi 2mila real (743 euro) - il piccolo smartphone di Gradiente Eletronica fungeva da scudo per la difesa del trademark registrato dal produttore sudamericano. La stessa società brasiliana aveva aperto lo scontro legale, sottolineando come i due brand non potessero affatto coesistere sul mercato locale.
Stando alle indiscrezioni riportate da Reuters, Apple dovrebbe ricorrere in appello contro la decisione dell'ufficio brasiliano attesa per il prossimo 13 febbraio. Cupertino potrebbe comunque decidere di presentare un'offerta a Gradiente Eletronica per l'acquisto dei diritti esclusivi sul marchio iPhone.
venerdì 8 febbraio 2013
iPhone 5 a 159 euro, un imitazione!
Costa 159 € e sembra assolutamente identico ad iPhone 5! Stiamo parlando di un nuovo IP5 Smartphone con Android 4.0 e processore dual-core da 1GHz.
Sul sito myefox.it è attualmente in vendita un clone di iPhone 5, che sembrerebbe assolutamente identico alla controparte originale con tanto di spiegazioni in stile Apple! Le fattezze estetiche sembrano riprendere quelle del più blasonato smartphone di Cupertino addirittura anche nelle parti rifinite a specchio, forse le più ostiche in fase di produzione.
Il terminale è dotato di una CPU dual-core da 1GHz MTK6577 di cui non conosciamo le reali prestazioni e si basa sulla versione 4.0 di Android. Ha un display 4″ multi-touch capacitivo da 854×480 pixel di risoluzione che supporta fino a 5 tocchi contemporanei.
La capacità di storage è di 16GB ed ha 1GB di RAM, mentre ha una fotocamera posteriore da 8mpx ed una anteriore da 1,3 mpx. Addirittura supporta come metodo di connettività il Lightning proprietario di Apple e pesa 115g, similmente allo smartphone di Cupertino.
Il software, inoltre, sembra essere stato ridisegnato seguendo pedissequamente i dettami delle interfacce di iOS 6.
mercoledì 6 febbraio 2013
iOs 6.1 Finalmente..
Finalmente è uscito iOS 6.1, dopo tanta attesa è uscito, e non è solo..
Con il nuovo aggiornamento, infatti sono uscite anche tante altre belle notizie, tra cui quella tanto attesa, che ci permetterà di ottenere i permessi pieni del nostro device.
Con il nuovo aggiornamento, infatti sono uscite anche tante altre belle notizie, tra cui quella tanto attesa, che ci permetterà di ottenere i permessi pieni del nostro device.
domenica 3 febbraio 2013
Con iOS 6.1 si potrà navigare in 4G con Vodafone
iOS 6.1 è ormai alle porte dopo il consueto periodo di beta testing, a dichiararlo è stato lo stesso Tim Cook nella conference call di ieri per i risultati fiscali. L’aggiornamento sarà disponibile entro una settimana (quindi aspettiamoci la versione GM nei prossimi giorni) e sarà compatibile per tutti i dispositivi Apple attualmente in commercio, in particolare su iPhone 5, iPad Mini e iPad Retina verrà abilitato il supporto alle reti LTE italiane. Precisamente però verranno attivati soltanto i profili Vodafone.
Attualmente la rete LTE Vodafone è disponibile soltanto per le città di Bari, Genova, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma e Torino ma nel corso dell’anno la disponibilità verrà espansa ad altre città italiane. Fino al 31 Marzo l’LTE dell’operatore inglese si potrà anche provare in forma gratuita, in seguito si potranno sottoscrivere gli abbonamenti secondo i costi e le caratteristiche descritte sul sito ufficiale. Per ora non si hanno altre informazioni sull’abilitazione dei profili LTE di TIM, in quanto anche l’operatore italiano è già entrato nella nuova tecnologia.
Attualmente la rete LTE Vodafone è disponibile soltanto per le città di Bari, Genova, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma e Torino ma nel corso dell’anno la disponibilità verrà espansa ad altre città italiane. Fino al 31 Marzo l’LTE dell’operatore inglese si potrà anche provare in forma gratuita, in seguito si potranno sottoscrivere gli abbonamenti secondo i costi e le caratteristiche descritte sul sito ufficiale. Per ora non si hanno altre informazioni sull’abilitazione dei profili LTE di TIM, in quanto anche l’operatore italiano è già entrato nella nuova tecnologia.
venerdì 1 febbraio 2013
Novità per Mozilla
Mozilla intende estendere la funzionalità "click-to-play" introdotta con Firefox 17 sino a inibire il caricamento automatico di tutti i plugin esterni, con l'unica eccezione della versione più recente di Adobe Flash. In tal modo il Web sarà un posto migliore per tutti, e Firefox un browser molto migliore per i suoi utenti.
Attualmente la funzionalità "click-to-play" entra in gioco solo nel caso in cui siano installati plugin obsoleti e notoriamente vulnerabili, ma presto i componenti di terze parti - esterni al codice principale del browser - saranno caricati in memoria solo nel caso in cui l'utente ne avesse effettiva necessità sulla pagina web visitata al momento.
"I plugin di terze parti mal progettati rappresentano la causa numero uno di crash in Firefox e possono seriamente degradare l'esperienza di un utente sul web", spiega il responsabile alla sicurezza di Mozilla Michael Coates. Stesso discorso per i plugin vulnerabili come il perennemente a rischio Java, uno dei vettori principali - se non il principale - usati dai cyber-criminali per compromettere i sistemi connessi ed eseguire codice malevolo.
Attualmente la funzionalità "click-to-play" entra in gioco solo nel caso in cui siano installati plugin obsoleti e notoriamente vulnerabili, ma presto i componenti di terze parti - esterni al codice principale del browser - saranno caricati in memoria solo nel caso in cui l'utente ne avesse effettiva necessità sulla pagina web visitata al momento.
"I plugin di terze parti mal progettati rappresentano la causa numero uno di crash in Firefox e possono seriamente degradare l'esperienza di un utente sul web", spiega il responsabile alla sicurezza di Mozilla Michael Coates. Stesso discorso per i plugin vulnerabili come il perennemente a rischio Java, uno dei vettori principali - se non il principale - usati dai cyber-criminali per compromettere i sistemi connessi ed eseguire codice malevolo.
Eliminando le pause necessarie al caricamento dei plugin e la memoria usata dai suddetti, promette Coates, tutte le "conseguenze" indesiderate di componenti esterni non richiesti dall'utente - se non da siti web mal progettati - dovrebbero svanire con un vantaggio misurabile per la robustezza, la reattività e le prestazioni generali di Firefox.
Il problema del glitching di iPhone 5 è stato corretto finalmente
Vi ricordate del problema del touchscreen di iPhone 5, che in seguito a numerosi swipe effettuati in un breve lasso di tempo si bloccava non restituendo più feedback al tocco? Sembra che si trattasse di un problema software, risolto su iOS 6.1. Purtroppo il rimedio non funziona su tutti i dispositivi ed alcuni utenti riescono a replicare il glitch anche con la nuova versione.
Qualche mese fa è stato scoperto un fastidioso bug che portava il touchscreen di iPhone 5 a bloccarsi e non ricevere più input in seguito all’esecuzione di alcuni swipe rapidi sullo schermo. Il problema si verificava anche sull’ultimo modello di iPod touch, che integra la stessa tecnologia in-cell (cristalli liquidi e sensori touch sullo stesso vetro) dello smartphone di Cupertino. Questa tecnologia oltre a ridurre gli ingombri del pannello LCD permette di avere una qualità delle immagini superiore, soprattutto per quanto riguarda la riproduzione dei colori.
Qualche mese fa è stato scoperto un fastidioso bug che portava il touchscreen di iPhone 5 a bloccarsi e non ricevere più input in seguito all’esecuzione di alcuni swipe rapidi sullo schermo. Il problema si verificava anche sull’ultimo modello di iPod touch, che integra la stessa tecnologia in-cell (cristalli liquidi e sensori touch sullo stesso vetro) dello smartphone di Cupertino. Questa tecnologia oltre a ridurre gli ingombri del pannello LCD permette di avere una qualità delle immagini superiore, soprattutto per quanto riguarda la riproduzione dei colori.
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