Nessun aumento per la maxi-multa imposta ai vertici di Samsung nell'estenuante scontro legale con Apple, dal momento che lo stesso produttore coreano non avrebbe agito volontariamente nella violazione dei brevetti detenuti dall'azienda di Cupertino. In un documento di circa 30 pagine, il giudice californiano Lucy Koh ha negato alla Mela la possibilità di ottenere un risarcimento triplicato dalla sanzione di 1,05 miliardi di dollari comminata alla fine dello scorso agosto.
Nel parere della corte, Apple avrebbe dovuto provare in maniera chiara e convincente la cattiva fede di Samsung, ovvero dimostrare le sue attività consapevoli di violazione della proprietà intellettuale. In mancanza di "alte e oggettive probabilità" di sfruttamento indebito delle tecnologie invocate dalla Mela, il giudice Koh ha accolto la tesi difensiva del produttore asiatico, già dichiaratosi "non a conoscenza della validità dei brevetti di Apple". Dunque comportatosi senza la specifica volontà di commettere l'illecito.
Lasciata intatta, la sanzione pecuniaria in favore di Cupertino servirà a riparare "le perdite derivanti da tutte le violazioni riscontrate dalla corte", che ha inoltre negato alle parti la possibilità di avviare un nuovo processo. Presentando le carte relative alla decisione dell'ufficio statunitense dei brevetti e dei marchi registrati (USPTO) - che aveva respinto le richieste di Apple per il controllo della tecnologia pinch to zoom - i legali di Samsung chiedevano a gran voce la revisione del verdetto.
Il giudice Koh ha invece confermato la colpevolezza - pur "inconsapevole" - delle azioni del produtorre coreano, che dovrà pagare la sua multa da oltre un miliardo di dollari. Nelle altre decisioni della corte di San José, Cupertino non potrà impugnare la sua mozione contro il parere espresso dalla giuria sul design dei tablet iPad e iPad 2, già escluso dall'arsenale brevettuale contro l'azienda di Seoul.