Gli smartphone di nuova generazione sono sempre sotto l’occhio attento dei tecnici e delle case produttrici, perché devono sempre creare e mettere in commercio un prodotto che rispetto al suo predecessore e rispetto agli altri lanciati dalle case concorrenziali deve avere un quid in più, nel design, nei dettagli, nel software, nelle funzioni, nelle app, nelle caratteristiche in generale. Giugno 2013 dovrebbe segnare un momento importante per le due prime donne del settore: la Apple e la Samsung. Infatti, a ridosso dell’inizio dell’estate, questi due grossi colossi della tecnologia potrebbero lanciare sul mercato i loro nuovi gioielli.
La Apple dovrebbe far conoscere agli utenti il successore dell’Iphone 5, ovvero l’Iphone 5S. ricordiamo che l’Iphone è un modello che di recente nascita ed è riuscito ad arrivare a quota 32.000.000 di smartphone venduti. La notizia che fino a poco tempo fa circolava sull’uscita di un Iphone 6 nel mese di luglio 2013 non trovano attualmente alcun fondamento; anzi è sempre più concreta l’informazione che vuole l’Iphone 6 nei negozi autorizzati non prima del 2014.
Questa notizia accompagna un’altra, cioè quella che vuole un mutamento nelle politiche commerciali di Apple: non più un solo prodotto nuovo all’anno, ma più dispositivi siglati Apple che possano incontrare i gusti e le aspettative dell’utenza e in un certo senso imitare quanto Samsung ha già fatto, e continua a fare, con la linea Galaxy e i prodotti che rientrano in questa fortunata linea. Certo se Apple decide di mettere in vendita un nuovo Iphone a giugno, Samsung non si farà certo mettere i piedi in testa e di conseguenza è sempre più forte la voce che vuole, sempre in questo mese, la messa in commercio da parte della casa coreana di nuovi strumenti della linea Galaxy: Samsung Galaxy S4, S4 mini e Note 3. Rispetto alla Samsung, Apple ha un punto in più nell’assistenza: infatti, l’assistenza Apple è davvero senza critiche, efficientissima, seria, arrivando anche a sostituire tutto il prodotto che non va o che si è rotto, per non perdere la stima del cliente e della sua utenza in generale.
Apple ha scelto il rapporto diretto con il pubblico, al contrario di altre compagnie produttrici che invece prevedono doppi e più passaggi per arrivare alle aziende di produzioni, creando malumori anche per i lunghi tempi di attesa: possono anche passare 30 gg. e più per riavere il prodotto o avere delle informazioni soltanto sul motivo del malfunzionamento del mancato funzionamento del telefono. Non mancherà molto, per parlare di design, a avere nel mercato degli Iphone di dimensioni come il galaxy S III, ovvero Iphone mini e max o math che dovrebbero avere delle grandezze più o meno come il Galaxy Note 2.
Circa le caratteristiche del nuovo smartphone si può dire che avrà un display Full HD da 4,99 pollici di tipo Super AMOLED, una fotocamera posteriore da 13 megapixel con capacità di registrazione video Full HD 1080p a 30fps, una fotocamera anteriore da 2 megapixel in grado di catturare video HD 720p. secondo ultime indiscrezioni, parrebbe che Apple installerà Android 5.0 Key Lime Pie, sistema operativo che è già oggetto di studio e che sarà presentato in anteprima agli sviluppatori e solo dopo due mesi da tutto ciò sarà presentato. Per fare tutto ciò bisognerà aspettare il mese di luglio 2013. Anche il Galaxy Note 2, è uno smartphone che ha il suo alto consenso nel pubblico, ma potrebbe avere maggiori soddisfazioni se non fosse di dimensioni troppo grandi e scomode per essere un telefono; a tale proposito si pensa che le dimensioni di questo smartphone diventeranno quelle basi per Samsung.
Sarà il caso di dare un’occhiata a quelle che sono le tecnologie strettamente tecniche di questo smartphone e della nuova linea telefonica, la LTE, che ha la capacità di far connettere questo telefono velocemente a 42Mb al secondo. Per ottenere tanto, bisogna essere in possesso di un telefono di ultima generazione quali ad esempio IPhone 5 oppure il Samsung Galaxy LTE. E veniamo ai prezzi di questi telefoni: il Galaxy SIII si riesce ad avere ad €489,00 iva compresa, il Galaxy Note 2 si può acquistare a €549,00, invece il Galaxy S3 mini si può trovare d €389,00.
sabato 16 marzo 2013
giovedì 14 marzo 2013
Anteprima Galaxy S4
Graficamente sarà molto simile a quella del Galaxy S3, ma avrà molte funzioni in più. Come "Smart Scroll" e "Smart Stay", due opzioni che permettono di controllare lo scorrimento delle pagine e la messa in pausa dei video semplicemente spostando lo sguardo dal display.
Non passa giorno, ormai, senza che qualche nuovo particolare del nuovo Samsung Galaxy S4 fuoriesca dal blindatissimo quartier generale della società, a Seoul. A una settimana esatta dall’annuncio di New York si potrebbe quasi dire che – fatta eccezione per i dettagli estetici del terminale – tutte le principali feature del nuovo smartphone coreano siano state svelate.
Le ultime e importanti anticipazioni circa la dotazione del futuro portacolori Samsung ci arrivano dai siti Sam Mobile e GSM Israel che ci mostrano in anteprima quella che sarà la probabile veste finale dell’interfaccia utente. Il looking feel interno del nuovo Galaxy S4 appare piuttosto simile a quello del Galaxy S3, con il classico menu delle impostazioni a matrice TouchWiz. Scendendo fra le opzioni, però, saltano all’occhio tutte le migliorie rispetto al passato.
Molte le feature inedite, a cominciare da quelle che riguardano il controllo dell’interfaccia attraverso lo sguardo. Sono presenti due menu denominati Smart Scroll e Smart Screen che permettono di selezionare quali applicazioni possono essere controllate in automatico grazie semplicemente spostando gli occhi sul display: oltre al timeout dello schermo (già presente sul Galaxy S3 attraverso la funzione di stand-by intelligente) troviamo lo scorrimento delle pagine (per il browser Internet, Chrome, email e Gmail), la messa in pausa dei video e l’orientamento dello schermo.
Confermate anche buona parte delle specifiche tecniche che vi abbiamo anticipato negli scorsi giorni: il Galaxy S4 potrà contare su uno schermo touch-screen da 5 pollici con risoluzione Full HD (1920 x 1080 pixel per un totale di 441 ppi), su un processore da 1,8 GHz e su una fotocamera posteriore da 13 megapixel.
Il sistema operativo sarà Android Jelly Bean, presumibilmente aggiornato alla versione 4.2.2.
Non passa giorno, ormai, senza che qualche nuovo particolare del nuovo Samsung Galaxy S4 fuoriesca dal blindatissimo quartier generale della società, a Seoul. A una settimana esatta dall’annuncio di New York si potrebbe quasi dire che – fatta eccezione per i dettagli estetici del terminale – tutte le principali feature del nuovo smartphone coreano siano state svelate.
Le ultime e importanti anticipazioni circa la dotazione del futuro portacolori Samsung ci arrivano dai siti Sam Mobile e GSM Israel che ci mostrano in anteprima quella che sarà la probabile veste finale dell’interfaccia utente. Il looking feel interno del nuovo Galaxy S4 appare piuttosto simile a quello del Galaxy S3, con il classico menu delle impostazioni a matrice TouchWiz. Scendendo fra le opzioni, però, saltano all’occhio tutte le migliorie rispetto al passato.
Molte le feature inedite, a cominciare da quelle che riguardano il controllo dell’interfaccia attraverso lo sguardo. Sono presenti due menu denominati Smart Scroll e Smart Screen che permettono di selezionare quali applicazioni possono essere controllate in automatico grazie semplicemente spostando gli occhi sul display: oltre al timeout dello schermo (già presente sul Galaxy S3 attraverso la funzione di stand-by intelligente) troviamo lo scorrimento delle pagine (per il browser Internet, Chrome, email e Gmail), la messa in pausa dei video e l’orientamento dello schermo.
Confermate anche buona parte delle specifiche tecniche che vi abbiamo anticipato negli scorsi giorni: il Galaxy S4 potrà contare su uno schermo touch-screen da 5 pollici con risoluzione Full HD (1920 x 1080 pixel per un totale di 441 ppi), su un processore da 1,8 GHz e su una fotocamera posteriore da 13 megapixel.
Il sistema operativo sarà Android Jelly Bean, presumibilmente aggiornato alla versione 4.2.2.
domenica 10 marzo 2013
Microsoft vuole disabilitare Google Maps
Sul fronte tedesco dello scontro tra Microsoft e Google, incentrato su brevetti Motorola, Redmond potrebbe essere prossima a segnare un punto, che nel più buio degli scenari potrebbe concretizzarsi con l'oscuramento per i cittadini tedeschi del servizio Google Maps.
Il giudice della corte regionale di Monaco Matthias Zigann, riporta l'esperto Florian Mueller, ha mostrato di pendere a favore di Microsoft e del suo brevetto EP0845124, che sarebbe sfruttato in maniera illecita da parte di Google e di Motorola.
Il titolo, che copre "sistemi computerizzati per identificare risorse localizzate e il correlato metodo" per svilupparli, è stato depositato a metà degli anni Novanta, ottenuto da Microsoft nel 2000. Google non è riuscita a convincere il giudice del prossimo successo nel procedimento parallelo con cui sta tentando di dimostrare la non validità del brevetto, né è riuscita a convincerlo ad applicare al brevetto un'interpretazione meno generale di quella adottata: Zigann ritiene che il titolo copra un'idea di carattere generale, che si sovrapporrebbe al servizio di mappe offerto dalla stessa Google.
Mueller si attende una decisione a riguardo nel giro di un paio di mesi. Gli scenari che potrebbero configurarsi sono vari. Nel caso in cui la violazione di Google venisse confermata, Microsoft potrebbe ottenere un'ingiunzione sul servizio di mappe declinato sia nell'app per Android (che verrebbe rimossa dallo store tedesco), sia nella sua versione browser (per cui verrebbe innescato un sistema di filtri sugli indirizzi IP tedeschi). Google, che ha reso noto alla corte che "soffrirebbe di danni irreparabili qualora venisse costretta a rendere indisponibile in Germania il servizio", potrebbe altresì cedere ad un accordo di licensing con Microsoft, una strada battuta da innumerevoli produttori i cui dispositivi montano Android e sfruttano tecnologie riconosciute a Redmond. Microsoft parrebbe accettare di buon grado una risoluzione di questo tipo.
Il giudice della corte regionale di Monaco Matthias Zigann, riporta l'esperto Florian Mueller, ha mostrato di pendere a favore di Microsoft e del suo brevetto EP0845124, che sarebbe sfruttato in maniera illecita da parte di Google e di Motorola.
Il titolo, che copre "sistemi computerizzati per identificare risorse localizzate e il correlato metodo" per svilupparli, è stato depositato a metà degli anni Novanta, ottenuto da Microsoft nel 2000. Google non è riuscita a convincere il giudice del prossimo successo nel procedimento parallelo con cui sta tentando di dimostrare la non validità del brevetto, né è riuscita a convincerlo ad applicare al brevetto un'interpretazione meno generale di quella adottata: Zigann ritiene che il titolo copra un'idea di carattere generale, che si sovrapporrebbe al servizio di mappe offerto dalla stessa Google.
Mueller si attende una decisione a riguardo nel giro di un paio di mesi. Gli scenari che potrebbero configurarsi sono vari. Nel caso in cui la violazione di Google venisse confermata, Microsoft potrebbe ottenere un'ingiunzione sul servizio di mappe declinato sia nell'app per Android (che verrebbe rimossa dallo store tedesco), sia nella sua versione browser (per cui verrebbe innescato un sistema di filtri sugli indirizzi IP tedeschi). Google, che ha reso noto alla corte che "soffrirebbe di danni irreparabili qualora venisse costretta a rendere indisponibile in Germania il servizio", potrebbe altresì cedere ad un accordo di licensing con Microsoft, una strada battuta da innumerevoli produttori i cui dispositivi montano Android e sfruttano tecnologie riconosciute a Redmond. Microsoft parrebbe accettare di buon grado una risoluzione di questo tipo.
sabato 9 marzo 2013
Campionato di ruzzle, via alle iscrizioni
In Italia impazza la Ruzzle mania, e tra soli tre giorni è in partenza Ruzzoliamo, il campionato nazionale del gioco online che fa impazzire giovani e non solo. Gli iscritti alla competizione digitale sono già oltre 35 mila: i premi in palio sono tanti, alcuni settimanali, altri generali, il più importante un computer MacBook Pro.
Si parte l'11 marzo..voi che aspettate ?
Si parte l'11 marzo..voi che aspettate ?
Alcol test su iPhone
iPhone, arriva l'alcol test che, applicato sullo smartphone, calcola il tasso alcolemico dando i risultati sul display grazie a una specifica app. Si chiama Alcohoot, sarà messo in vendita a brevissimo e l'idea sta già riscontrando un notevole successo su tutto il web.
L'iPhone 5 è al centro delle invenzioni e delle app più stravaganti, ma ora ne arriva una che può essere decisamente utile: costa poco e permette di mettersi alla guida in tranquillità dopo una serata fuori. Alcohoot è un dispositivo molto piccolo che si collega allo smartphone di casa Apple. Il funzionamento è quello di un etilometro qualunque: vi è una piccola cannuccia di plastica spessa entro cui soffiare. Una volta fatto l'etilometro apposto allo smartphone comunica il risultato in termini di tasso alcolemico.
L'alcol test per l'iPhone 5 (e per gli altri iPhone precedenti) permette di controllare se si sia superato o meno la soglia che la legge italiana stabilisce di non oltrepassare per potersi mettere alla guida. La si può utilizzare quando si esce entro varie situazioni, di persona o per spiegare a un amico che non può più permettersi di mettersi alla guida di persona, nonché per controllare, prima di uscire, se la birra o le birre bevute abbiano portato al superamento della soglia massima, in modo da optare per i mezzi pubblici, un taxi o anche una passeggiata.
L'app dell'alcol test e il piccolo dispositivo Alcohoot sono insomma un accessorio e un'aggiunta alla propria collezione di app di indubbia utilità, il cui acquisto ci sentiamo di consigliare a tutti coloro che potrebbero reputarlo utile, magari anche condividendo le spese con gli amici con cui si esce di solito il sabato sera.
L'iPhone 5 è al centro delle invenzioni e delle app più stravaganti, ma ora ne arriva una che può essere decisamente utile: costa poco e permette di mettersi alla guida in tranquillità dopo una serata fuori. Alcohoot è un dispositivo molto piccolo che si collega allo smartphone di casa Apple. Il funzionamento è quello di un etilometro qualunque: vi è una piccola cannuccia di plastica spessa entro cui soffiare. Una volta fatto l'etilometro apposto allo smartphone comunica il risultato in termini di tasso alcolemico.
L'alcol test per l'iPhone 5 (e per gli altri iPhone precedenti) permette di controllare se si sia superato o meno la soglia che la legge italiana stabilisce di non oltrepassare per potersi mettere alla guida. La si può utilizzare quando si esce entro varie situazioni, di persona o per spiegare a un amico che non può più permettersi di mettersi alla guida di persona, nonché per controllare, prima di uscire, se la birra o le birre bevute abbiano portato al superamento della soglia massima, in modo da optare per i mezzi pubblici, un taxi o anche una passeggiata.
L'app dell'alcol test e il piccolo dispositivo Alcohoot sono insomma un accessorio e un'aggiunta alla propria collezione di app di indubbia utilità, il cui acquisto ci sentiamo di consigliare a tutti coloro che potrebbero reputarlo utile, magari anche condividendo le spese con gli amici con cui si esce di solito il sabato sera.
martedì 5 marzo 2013
Smartphone 2013
Credo sia ben chiaro a tutti che, oggi come oggi, il principale artefice della diffusione di Android è Samsung. Mentre la casa coreana rivaleggia direttamente con Apple in un testa a testa che vede l'una prevalere sull'altra, o viceversa a seconda dei paesi o dei contesti considerati (perlomeno parlando di smartphone), tutti gli altri seguono ad una distanza abissale. Solo Amazon riesce a dire la sua nel mondo dei tablet, mentre Motorola (in attesa dell'X Phone) fa qualcosa di buono con il DROID RAZR.
A seguito di queste considerazioni, ci sono un paio di domande che sorgono spontanee. Prima di riuscire a far fruttare l'acquisizione di Motorola, per la serie Nexus Google si è sempre appoggiata ad un costruttore differente (HTC, Samsung, LG, Asus): alla luce dello strapotere di Samsung, come può impedire che il mercato associ il marchio Android alla casa coreana piuttosto che a Mountain View? L'altra domanda va invece in direzione direttamente opposta: il successo di Samsung è merito dell'adozione di Android o della bontà dei propri dispositivi? In altre parole, può Samsung pensare di staccarsi da Google riuscendo a mantenere, grazie alla posizione conquistata del proprio brand negli ultimi due anni, lo stesso impatto sul pubblico?
Rispondere a queste domande è quasi impossibile, ma possiamo ragionare su come si stanno muovendo i due attori oggetto del nostro ragionamento, e di come le loro scelte potrebbero influenzare il futuro mercato di smartphone e tablet.
Samsung, insieme ad Intel, sta portando avanti il progetto open source di Tizen, e nel corso di quest'anno dovrebbe lanciare il suo primo smartphone con questo sistema. Molto presto potremmo quindi scoprire quanto il destino di Android e Samsung siano legati tra di loro e se è vero (come sostengono alcune analisi) che il brand di Samsung e il marchio "Galaxy" hanno raggiunto un successo tale da potersi permettere la creazione di un proprio ecosistema, permettendo a Samsung di essere potenzialmente indipendente dalla strategie di Google.
In realtà la storia di Nokia ci insegna che non basta diventare leader del settore per sperare di mantenere la posizione all'infinito, e lo stesso Elop ha recentemente dichiarato di essere aperto a qualsiasi opzione, lasciando intendere che anche Nokia potrebbe saltare sul carro di Android o comunque tentare vie alternative rispetto all'attuale proposta esclusiva con Windows Phone: magari anche Nokia punta su Tizen, visto che sotto sotto deriva da MeeGo, e quindi da Maemo, ma questo è un altro discorso.
Tornando a Samsung, se l'azienda coreana è davvero convinta di poter camminare con le proprie gambe, per Google potrebbe essere un brutto colpo perché perderebbe, o quantomeno vedrebbe significativamente ridimensionato, il suo maggior alleato nella diffusione di Android. In realtà bisognerà vedere alla prova dei fatti come verrà accolto dagli utenti un cambio di sistema: Android ha già dalla sua un ecosistema costellato da centinaia di migliaia di applicazioni mentre Tizen parte da zero, anche se il porting tra i due sistemi potrebbe non essere troppo oneroso (senza considerare che la spinta di Samsung, e l'eventuale interesse di Nokia, sicuramente possono dare il giusto impulso alla nascita di uno store ben fornito anche per Tizen).
Personalmente ho come l'impressione che la maggior parte degli utenti non si ponga troppe domande su quale sistema operativo sia installato sul proprio smartphone: chi vuole iPhone entra in negozio cercando specificatamente il melafonino (in modo più o meno consapevole di cosa sia iOS e quali siano i suoi pregi e i suoi difetti), tutti gli altri chiedono più semplicemente "uno smartphone", e se tra sei mesi in negozio ci sarà un Samsung con Tizen la gente inizierà a comprare quello lasciando Android con un utente in meno.
L'alternativa Android allo smartphone "generico" è rappresentata dalla già citata serie Nexus di Google: se in passato Google si è alleata di volta in volta con un partner diverso, ora il partner designato è per forza di cose Motorola, e già si vocifera che il prossimo X Phone (nome che affiancherà o rimpiazzerà in toto il marchio Nexus) avrà così tante sorprese da rivoluzionare il mondo degli telefonini intelligenti. Vero o non vero che le sorprese saranno davvero tante e interessanti, quello che è evidente è che Google è alla ricerca di una propria identità hardware per completare il proprio ecosistema, così come ce l'ha Apple con l'accoppiata iOS/iPhone/iPad e, almeno in parte, Microsoft con Windows Phone/Nokia/Surface.
Forse è anche per questo motivo che Samsung cerca di smarcarsi da Google e di puntare, a sua volta, alla ricerca di una propria identità dal punto di vista del software, del sistema operativo, o di un ecosistema che leghi il tutto: in passato c'era Bada, il presente è con Android (anche se TouchWiz non rappresenta una delle interfacce meglio riuscite, sia a livello di gradimento, che a livello di sicurezza) e il futuro potrebbe essere tutto, o in buona parte, con Tizen.
Da questo triangolo di sistemi e produttori che ridisegnerà almeno in parte il mercato mobile, resta un po' in disparte iOS, che sembra mantenere stabile la sua quota di mercato mondiale (di poco al di sotto del 20 per cento) mentre Android cresce fino al 70 per cento a scapito di Symbian e BlackBerry. Non dimentichiamo però che Apple ha ancora qualche carta da giocare: dal fantomatico ma sempre più probabile iPhone low-cost (che arriverà necessariamente quest'anno se Apple vuole togliere dal mercato tutti i modelli che ancora hanno il vecchio connettore dock a 30 pin) agli accordi con la divisione USA di T-Mobile (che si concretizzerà a breve) e China Mobile (il più grande operatore mondiale, col quale al momento non c'è alcuna intesa ufficiale).
Ragionando in termini di "ecosistema", bisognerebbe poi considerare che il panorama dei dispositivi che si contendono il mercato potrebbe presto arricchirsi di due nuovi dispositivi. Il primo è lo smartwatch, "l'orologio intelligente", dispositivo sul quale non avrei scommesso un soldo ma sul quale si è recentemente scoperto che Apple ha un team di ben 100 persone che sta portando avanti lo sviluppo, e la stessa Samsung sembra già avere tra le mani qualcosa di concreto, viste le schermate trapelate nei giorni scorsi. In attesa di vedere i prodotti finiti, posso solo dire (come ho già avuto modo di scrivere in passato) che il fatto di poter essere indossato anche come orologio rendeva molto più interessante il precedente modello di iPod nano rispetto all'attuale.
Ma per far parte di un ecosistema serve molto di più, non tanto le app (quasi impossibili da utilizzare su un orologio, se non per comandare il lettore musicale e poca altra roba) quanto un'integrazione elevata con gli altri dispositivi, una sorta di estensione per il sistema di notifiche, e qualcosa che possa fare da tramite anche in molte altre occasioni: per esempio, si è spesso parlato dell'integrazione dei chip NFC degli smartphone, ma forse sarebbe più comodo se il chip fosse nell'orologio, abbinato all'account del telefono (che quindi dev'essere comunque in tasca o in borsa). Per dovere di cronaca, ricordiamo che non si tratterebbe certo dei primi smartwatch sul mercato, basti ricordare il GD910 di LG, il famoso (ma non certo economico) I'm Watch, alcune proposte di Sony che già offrono una buona integrazione con Android, e (a mio avviso più interessante come progetto) il Pebble.
L'altro dispositivo da considerare per la lotta tra gli ecosistemi è quello delle Smart TV. Ho già fatto le mie considerazioni riguardo la possibile TV di Apple e in rete si possono trovare notizie a tema di ogni genere. Se è vero che in questo contesto Samsung parte avvantaggiata in virtù della propria esperienza nel settore (nel caso di Smart TV però, per i contenuti, potrebbe essere indispensabile l'alleanza con Google, e quindi con Android), è anche vero che si rincorrono le voci dell'interesse di Apple per la tedesca Loewe, il che consentirebbe a Cupertino di partire con un certo know-how in questo settore (a differenza di quanto fatto cinque anni fa con iPhone).
A seguito di queste considerazioni, ci sono un paio di domande che sorgono spontanee. Prima di riuscire a far fruttare l'acquisizione di Motorola, per la serie Nexus Google si è sempre appoggiata ad un costruttore differente (HTC, Samsung, LG, Asus): alla luce dello strapotere di Samsung, come può impedire che il mercato associ il marchio Android alla casa coreana piuttosto che a Mountain View? L'altra domanda va invece in direzione direttamente opposta: il successo di Samsung è merito dell'adozione di Android o della bontà dei propri dispositivi? In altre parole, può Samsung pensare di staccarsi da Google riuscendo a mantenere, grazie alla posizione conquistata del proprio brand negli ultimi due anni, lo stesso impatto sul pubblico?
Rispondere a queste domande è quasi impossibile, ma possiamo ragionare su come si stanno muovendo i due attori oggetto del nostro ragionamento, e di come le loro scelte potrebbero influenzare il futuro mercato di smartphone e tablet.
Samsung, insieme ad Intel, sta portando avanti il progetto open source di Tizen, e nel corso di quest'anno dovrebbe lanciare il suo primo smartphone con questo sistema. Molto presto potremmo quindi scoprire quanto il destino di Android e Samsung siano legati tra di loro e se è vero (come sostengono alcune analisi) che il brand di Samsung e il marchio "Galaxy" hanno raggiunto un successo tale da potersi permettere la creazione di un proprio ecosistema, permettendo a Samsung di essere potenzialmente indipendente dalla strategie di Google.
In realtà la storia di Nokia ci insegna che non basta diventare leader del settore per sperare di mantenere la posizione all'infinito, e lo stesso Elop ha recentemente dichiarato di essere aperto a qualsiasi opzione, lasciando intendere che anche Nokia potrebbe saltare sul carro di Android o comunque tentare vie alternative rispetto all'attuale proposta esclusiva con Windows Phone: magari anche Nokia punta su Tizen, visto che sotto sotto deriva da MeeGo, e quindi da Maemo, ma questo è un altro discorso.
Tornando a Samsung, se l'azienda coreana è davvero convinta di poter camminare con le proprie gambe, per Google potrebbe essere un brutto colpo perché perderebbe, o quantomeno vedrebbe significativamente ridimensionato, il suo maggior alleato nella diffusione di Android. In realtà bisognerà vedere alla prova dei fatti come verrà accolto dagli utenti un cambio di sistema: Android ha già dalla sua un ecosistema costellato da centinaia di migliaia di applicazioni mentre Tizen parte da zero, anche se il porting tra i due sistemi potrebbe non essere troppo oneroso (senza considerare che la spinta di Samsung, e l'eventuale interesse di Nokia, sicuramente possono dare il giusto impulso alla nascita di uno store ben fornito anche per Tizen).
Personalmente ho come l'impressione che la maggior parte degli utenti non si ponga troppe domande su quale sistema operativo sia installato sul proprio smartphone: chi vuole iPhone entra in negozio cercando specificatamente il melafonino (in modo più o meno consapevole di cosa sia iOS e quali siano i suoi pregi e i suoi difetti), tutti gli altri chiedono più semplicemente "uno smartphone", e se tra sei mesi in negozio ci sarà un Samsung con Tizen la gente inizierà a comprare quello lasciando Android con un utente in meno.
L'alternativa Android allo smartphone "generico" è rappresentata dalla già citata serie Nexus di Google: se in passato Google si è alleata di volta in volta con un partner diverso, ora il partner designato è per forza di cose Motorola, e già si vocifera che il prossimo X Phone (nome che affiancherà o rimpiazzerà in toto il marchio Nexus) avrà così tante sorprese da rivoluzionare il mondo degli telefonini intelligenti. Vero o non vero che le sorprese saranno davvero tante e interessanti, quello che è evidente è che Google è alla ricerca di una propria identità hardware per completare il proprio ecosistema, così come ce l'ha Apple con l'accoppiata iOS/iPhone/iPad e, almeno in parte, Microsoft con Windows Phone/Nokia/Surface.
Forse è anche per questo motivo che Samsung cerca di smarcarsi da Google e di puntare, a sua volta, alla ricerca di una propria identità dal punto di vista del software, del sistema operativo, o di un ecosistema che leghi il tutto: in passato c'era Bada, il presente è con Android (anche se TouchWiz non rappresenta una delle interfacce meglio riuscite, sia a livello di gradimento, che a livello di sicurezza) e il futuro potrebbe essere tutto, o in buona parte, con Tizen.
Da questo triangolo di sistemi e produttori che ridisegnerà almeno in parte il mercato mobile, resta un po' in disparte iOS, che sembra mantenere stabile la sua quota di mercato mondiale (di poco al di sotto del 20 per cento) mentre Android cresce fino al 70 per cento a scapito di Symbian e BlackBerry. Non dimentichiamo però che Apple ha ancora qualche carta da giocare: dal fantomatico ma sempre più probabile iPhone low-cost (che arriverà necessariamente quest'anno se Apple vuole togliere dal mercato tutti i modelli che ancora hanno il vecchio connettore dock a 30 pin) agli accordi con la divisione USA di T-Mobile (che si concretizzerà a breve) e China Mobile (il più grande operatore mondiale, col quale al momento non c'è alcuna intesa ufficiale).
Ragionando in termini di "ecosistema", bisognerebbe poi considerare che il panorama dei dispositivi che si contendono il mercato potrebbe presto arricchirsi di due nuovi dispositivi. Il primo è lo smartwatch, "l'orologio intelligente", dispositivo sul quale non avrei scommesso un soldo ma sul quale si è recentemente scoperto che Apple ha un team di ben 100 persone che sta portando avanti lo sviluppo, e la stessa Samsung sembra già avere tra le mani qualcosa di concreto, viste le schermate trapelate nei giorni scorsi. In attesa di vedere i prodotti finiti, posso solo dire (come ho già avuto modo di scrivere in passato) che il fatto di poter essere indossato anche come orologio rendeva molto più interessante il precedente modello di iPod nano rispetto all'attuale.
Ma per far parte di un ecosistema serve molto di più, non tanto le app (quasi impossibili da utilizzare su un orologio, se non per comandare il lettore musicale e poca altra roba) quanto un'integrazione elevata con gli altri dispositivi, una sorta di estensione per il sistema di notifiche, e qualcosa che possa fare da tramite anche in molte altre occasioni: per esempio, si è spesso parlato dell'integrazione dei chip NFC degli smartphone, ma forse sarebbe più comodo se il chip fosse nell'orologio, abbinato all'account del telefono (che quindi dev'essere comunque in tasca o in borsa). Per dovere di cronaca, ricordiamo che non si tratterebbe certo dei primi smartwatch sul mercato, basti ricordare il GD910 di LG, il famoso (ma non certo economico) I'm Watch, alcune proposte di Sony che già offrono una buona integrazione con Android, e (a mio avviso più interessante come progetto) il Pebble.
L'altro dispositivo da considerare per la lotta tra gli ecosistemi è quello delle Smart TV. Ho già fatto le mie considerazioni riguardo la possibile TV di Apple e in rete si possono trovare notizie a tema di ogni genere. Se è vero che in questo contesto Samsung parte avvantaggiata in virtù della propria esperienza nel settore (nel caso di Smart TV però, per i contenuti, potrebbe essere indispensabile l'alleanza con Google, e quindi con Android), è anche vero che si rincorrono le voci dell'interesse di Apple per la tedesca Loewe, il che consentirebbe a Cupertino di partire con un certo know-how in questo settore (a differenza di quanto fatto cinque anni fa con iPhone).
sabato 2 marzo 2013
Play Station: Arriva la PS4 a Natale 2013
Dal palco del PlayStation Meeting di New York il Direttore Tecnico di PlayStation 4 ha confermato molte delle feature finora relegate a voci di corridoio della prossima console Sony.
In un gesto di buona volontà verso gli sviluppatori, che hanno evidenziato grosse difficoltà ad approcciare l'architettura di PlayStation 3, la nuova console è stata creata "pensando allo sviluppatore", mettendo a punto una serie di tool fatti apposta per aiutarli nel "ridurre il lag fra sviluppatori e giocatori".
Una delle nuove funzioni, finora ignote, di PlayStation 4, sarà la possibilità di interrompere e riprendere le proprie sessioni di gioco semplicemente premendo il pulsante di accensione della console, in modo del tutto simile alla funzione Sleep dei PC attuali.
Inoltre il Direttore Tecnico (di cui attualmente ci sfugge il nome), ha confermato la funzione Share, mostrando il famigerato pulsante sul nuovissimo controller DualShock 4, che permetterà di condividere all'istante la propria sessione di gioco con gli amici.
Altra conferma è l'integrazione fra PlayStation 4 e gli altri device Sony come PlayStation Vita, i tablet e gli smartphone Xperia, ma non si è discusso oltre su queste funzioni.
Ultima caratteristica mostrata è la possibilità di personalizzare la propria esperienza PlayStation, che va dai contenuti visibili nel menu principale della console fino alla vetrina di PlayStation Store, che metterà in evidenza i titoli di interesse dei giocatori e, attraverso un algoritmo predittivo, proporre nuovi contenuti da acquistare.
In un gesto di buona volontà verso gli sviluppatori, che hanno evidenziato grosse difficoltà ad approcciare l'architettura di PlayStation 3, la nuova console è stata creata "pensando allo sviluppatore", mettendo a punto una serie di tool fatti apposta per aiutarli nel "ridurre il lag fra sviluppatori e giocatori".
Una delle nuove funzioni, finora ignote, di PlayStation 4, sarà la possibilità di interrompere e riprendere le proprie sessioni di gioco semplicemente premendo il pulsante di accensione della console, in modo del tutto simile alla funzione Sleep dei PC attuali.
Inoltre il Direttore Tecnico (di cui attualmente ci sfugge il nome), ha confermato la funzione Share, mostrando il famigerato pulsante sul nuovissimo controller DualShock 4, che permetterà di condividere all'istante la propria sessione di gioco con gli amici.
Altra conferma è l'integrazione fra PlayStation 4 e gli altri device Sony come PlayStation Vita, i tablet e gli smartphone Xperia, ma non si è discusso oltre su queste funzioni.
Ultima caratteristica mostrata è la possibilità di personalizzare la propria esperienza PlayStation, che va dai contenuti visibili nel menu principale della console fino alla vetrina di PlayStation Store, che metterà in evidenza i titoli di interesse dei giocatori e, attraverso un algoritmo predittivo, proporre nuovi contenuti da acquistare.
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