giovedì 14 novembre 2013

iPhone 6 Prime indiscrezioni...

Apple sta preparando il suo smartphone curvo e flessibile? La testata che lo sostiene è autorevole, ma la fonte anonima: Bloomberg, citando una persona vicina ai processi produttivi della Mela, ha ipotizzato ieri che nel 2014 Cupertino produrrà un nuovo modello di telefonino che, in linea con la tendenza inaugurata il mese scorso da Samsung e proseguita dal G Flex della Lg, avrà forma convessa e speciali sensori di pressione.

Di voci sui segreti progetti di Apple, si sa, molte se ne sentono e poche ci azzeccano, ma le indiscrezioni del sito specializzato in informazione economica sono piuttosto circostanziate. I futuri iPhone, per esempio, avrebbero un display da 4,7 a 5,5 pollici. Dimensioni, cioè, in linea col rivale modello di Samsung, il Galaxy note, che vanta uno schermo da 5,7 pollici.

Il display curvo sugli iPhone, stando ai rumor che attraversano periodicamente la Rete, sarebbe dovuto atterrare già nel 2011 sui modelli numero cinque della premiata ditta di Cupertino. Ma non è andata così. Oggi, però, a parziale sostegno dell’indiscrezione, si assiste a una complessiva corsa al rinnovamento delle forme. Anche perché, come sostiene Chris Matyszczyk sul sito di Cnet, sul fronte delle funzioni i nostri dispositivi ci coccolano già in quasi tutti i modi possibili: schermi in alta definizione, fotocamere ai limiti delle loro possibilità considerate le anguste dimensioni degli obiettivi, app per ogni gusto, riconoscimento vocale, sistemi di sicurezza basati su parametri biologici...

La frontiera esplorabile potrebbe essere effettivamente, il design. Apple, in ogni caso, non sembra nella condizione di doversi rompere la testa per trovare un’idea che la distingua dalla concorrenza: ha chiuso il quarto trimestre fiscale con un fatturato di 37,5 miliardi di dollari, in crescita rispetto ai 36 miliardi dello scorso anno, e utili netti per 7,5 miliardi, in calo rispetto agli 8,2 miliardi dello scorso esercizio. Le vendite di iPhone per il quarto trimestre, però, sono state da record, con 33,8 milioni di unità contro i 26,9 milioni dello scorso anno, cifra superiore anche alle stime degli analisti fissate a 32,8 milioni di unità.

L’azienda californiana non ha commentato le indiscrezioni. Ma neanche questa è una novità.